La complessità amministrativa – Prosecuzione della ricerca

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Il seminario di Firenze del 6 giugno scorso sulla complessità amministrativa ha confermato l’utilità della riflessione avviata e la necessità di approfondire il tema.

Non mancano alcuni studi basati anche sull’analisi dei casi, come quello di Luisa Torchia, I nodi della complessità amministrativa, ESI 2016, ma sicuramente la ricerca richiede analisi ulteriori.

Dopo la relazione di Marco Bombardelli e i numerosi interventi di altri colleghi, hanno destato un vivo interesse le relazioni su “casi pratici” del dott. Guido Spinelli e della dott.ssa Gianna Tonelli di ARPAT Toscana, e della dott.ssa Rita Coccia, Dirigente scolastica I.T.T.S Alessandro Volta di Perugia.

Le slides mostrate dalla dott.ssa Coccia sono adesso pubblicate sul blog ridiam.it

Simone Torricelli, che ha organizzato l’incontro, sta pensando ad altre iniziative di analisi di esperienze concrete.

L’utilità di procedere con questo metodo è apparsa evidente. Il dibattito generale ha registrato un’opinione prevalente che considera la complessità come fatto connaturato all’attuale contesto economico, sociale e istituzionale e la distingue dalla complicazione arbitraria che spesso vi si sovrappone o invita comunque a ricercare un punto di equilibrio fra le esigenze di tutelare gli interessi sensibili e quelle di pervenire a una decisione. Non mancano però opinioni diverse, che sottolineano i disvalori intrinseci nella complessità anche prescindendo dai profili patologici.

La disputa di carattere generale è destinata però a restare senza soluzioni concrete se non si verifica nell’esperienza concreta in che modo sia la complicazione sia la complessità eccessive possano essere rimosse per non ostacolare il conseguimento del risultato.

Riteniamo opportuno, quindi, proseguire la ricerca attraverso l’analisi di una serie di casi concreti che possono riguardare o l’insieme dei provvedimenti e delle attività che devono essere poste in essere da un ufficio o alcuni specifici procedimenti (come quelli connessi all’avvio dell’esercizio di attività economiche, o alle licenze edilizie, o alla costruzione di opere pubbliche, o alla ricostruzione dopo eventi calamitosi o altre ancora).

L’analisi deve anche riguardare il sistema dei controlli amministrativi e penali che scoraggiano la decisione amministrativa inducendo i responsabili ad adottare un approccio formalistico.

Per questa parte si potranno esaminare alcune vicende di controllo da parte della Corte dei conti, di sanzioni amministrative o di rinvii a giudizio in sede penale.

Chi ha interesse ad effettuare, o a far effettuare a qualche giovane studioso, una di queste ricerche è invitato a segnalarmelo ( info@ridiam.it ) in modo che si possa svolgere un ruolo di coordinamento e di omogeneizzazione delle ricerche.

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