Il tema è quello della polivalenza delle norme giuridiche. È un aspetto particolare del tema più generale della polivalenza delle nozioni giuridiche. Il problema andrebbe inquadrato nel contesto più generale dell’attuale “società dell’incertezza”, caratteristica di tutte le fasi di trasformazione e oggi particolarmente viva per la rapida evoluzione dei rapporti sociali, economici, e quindi giuridici e l’evidente obsolescenza delle certezze.

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Trasmetto queste brevissime osservazioni, in parte esposte in altra sede (E.N.Fragale, (Br)Exit and voice nella crisi esistenziale dell’Unione europea, Istituzioni del federalismo, 2016, numero speciale http://www.regione.emilia-romagna.it/affari_ist/Speciale_2016/Fragale.pdf), per offrire un piccolo contributo alla discussione, assai vivace, circa il ruolo esercitato dall’ordoliberalismo tedesco nella genesi della crisi dell’eurozona.

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Se si cerca di entrare nella dimensione della complessità amministrativa senza farsi attrarre dalla logica puramente sottrattiva del “pensiero semplificante” (come lo ha definito in modo efficace, sul piano epistemologico, E. Morin) si aprano grandi prospettive di intervento per arrivare davvero ad una maggiore efficienza e ad una maggiore efficacia dell’attività amministrativa. E, probabilmente, anche spazi per la ridefinizione di diversi istituti tradizionali del diritto amministrativo.

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Ringrazio gli organizzatori per la possibilità che mi offrono di celebrare uno dei miei Maestri con il quale ho condiviso periodi di intensa collaborazione nel Centro studi della Cisl e nella rivista Quaderni del pluralismo, e perché mi stimolano a riprendere la riflessione sugli enti pubblici associativi (“aspetti del rapporto fra gruppi sociali e pubblico potere”) pubblicato al n. 11 della biblioteca di diritto privato.

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Il punto di partenza è noto. Si tratta della doppia strumentalità dell’organizzazione amministrativa: rispetto alla funzione («In principio sono le funzioni») e, per il tramite di questa, rispetto agli scopi e obiettivi che, nell’ordinamento italiano, la Costituzione prefigura come riferiti alla società o collettività generale. In breve una strumentalità in relazione agli interessi la cui cura la legge affida all’Amministrazione.

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Il tema delle fattispecie miste pubblico-private, sul quale si è avviata la riflessione di ridiam.it, trova una applicazione emblematica nelle società a partecipazione pubblica. La recente approvazione del d.lg. 19 agosto 2016, “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”, ha stimolato una ripresa della riflessione. Si è tenuto a Bari, il 21-22 ottobre 2016, un convegno dedicato a Luca Buttaro, dal titolo . Anche se, in linea generale, il blog non pubblica relazioni a convegni, è ora opportuno inserirvi la relazione di Giampaolo Rossi che collega l’analisi del testo unico alle tematiche generali già affrontate nel blog.

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La frammentazione delle categorie giuridiche si manifesta in modo evidente nell’analisi delle fattispecie miste pubblico-private. Le risposte alle questioni che si pongono non si possono trovare con tesi semplificate come quella dell’avvento di un diritto globale o quella della fine del diritto pubblico. Applicando un corretto metodo scientifico si deve procedere all’analisi delle fattispecie, scomponendole nei diversi profili che le compongono, individuandone così gli elementi essenziali e le diverse gradazioni fra gli stessi. Si propone un “metodo essenziale e gradualista” e se ne segnalano varie applicazioni pratiche.

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