La crisi del COVID-19 come crisi conoscitiva del sistema amministrativo italiano

La crisi del COVID-19 come crisi conoscitiva del sistema amministrativo italiano

Matteo Falcone

L’emergenza sanitaria legata al COVID-19, non è soltanto una crisi di sanità pubblica, dovuta allo scoppio improvviso e imprevedibile di una pandemia causata da un virus sconosciuto, ma è soprattutto il risultato di numerose e annose criticità del sistema amministrativo italiano, stressate fortemente e nello stesso momento da una situazione emergenziale.

Come ha segnalato Giampaolo Rossi nelle suggestioni di apertura di questo dibattito, questa è una crisi che costringe gli studiosi di diritto pubblico a ripensare, anche criticamente, molte categorie ed istituti pubblicistici e molti degli assetti e delle scelte che sono state fatte sul funzionamento delle istituzioni democratiche e delle amministrazioni pubbliche.

In questo breve commento vorrei soffermarmi su uno specifico aspetto critico che è emerso durante questa crisi pandemica e che è stato una delle principali cause che ha aggravato la situazione emergenziale: la debolezza della capacità conoscitiva del sistema amministrativo italiano, in particolare del Sistema sanitario nazionale. Una debolezza annosa che ha prodotto, in questo frangente, difficoltà di programmazione e di pianificazione degli interventi pubblici di natura straordinaria che questa crisi richiedeva, in particolare degli interventi atti a limitare il contagio e la conseguente diffusione del COVID-19.

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